Come non rammaricarsi del passato e perdonare se stessi
Il concetto di Sange
«Se desideri esprimere il tuo pentimento, siedi eretto e medita sulla vera entità della vita. Allora tutte le tue colpe svaniranno come rugiada o brina alla luce del sole della saggezza eterna».
(Raccolta degli insegnamenti orali Nichiren Daishonin)
Il senso di colpa deriva dai sei organi di senso, precisamente da: udito, olfatto, tatto, gusto, vista e mente o coscienza.
Qui si accumulano le illusioni e quindi ciò che porta le persone a vedersi errate, generando sofferenza e senso di colpa.
Il continuo protrarsi di un sé che sentiamo sbagliato, conduce anche all'agire di conseguenza depositando karma appesantito.
La recitazione quotidiana aiuta a far emergere la naturale saggezza dell'uomo e a liberarsi dagli impedimenti karmici del passato.
Nichiren pone l'esempio della brina che si scioglie al sole, anche se poi di fatto non sparisce, ma cambia forma. Lo stesso accade al karma (la brina) con la recitazione (sole)
Infatti , se il karma è la somma delle azioni compiute, conterrà anche quelle che metteremo da oggi in poi e cambierà quindi la sua influenza nella nostra vita.
Quindi in realtà dipende tutto dalle nostre future intenzioni.
Ma se il karma si appesantisce fin dalla nostra prima esistenza, quanto ci vorrà per alleggerirlo di nuovo?
Il primo errore è pensare che ci vorrà lo stesso tempo, quando in realtà anche il karma risponde alla legge di Nam myoho renge kyo e quindi con la recitazione si dissolverà più velocemente. La rugiada impiega una notte intera a formarsi, ma pochi minuti a dissolversi al calore del sole.
Il trucco sta nel mettere tutto il passato e il futuro davanti al Gohonzon ed esprimersi per come si è, senza illusioni e con una buona dose di fiducia nel domani, e vista la compenetrazione che esiste tra tutte le cose, recitare per la felicità nel mondo e non solo per se stessi.
Potrebbe sembrare utopia, ma ricordiamoci che non siamo distaccati dal circondario, ma parte attiva di esso come una goccia e il mare; una foglia e l'albero; un filo d'erba e il prato.
Nel mio lavoro di vivaista curo ogni giorno molte piante tra cui il rosmarino. Se un ramo del cespuglio comincia a ingiallire, ago dopo ago si secca il ramo e poi l'intera pianta, costringendomi a potare tempestivamente la parte secca prima che dilaghi.
Lo stesso accade tra gli uomini, che affidandosi alle illusioni invece che alla vera natura di budda presente in tutti, ingialliscono la propria vita e di conseguenza i rapporti sociali, dilagando nell'intera umanità e nell'ambiente.
In quello che ho appena scritto, non c'è nulla di eccezionale: il karma non si dissolve in nulla, ma siamo noi a diventare più forti praticando, quindi capaci di trasformare in meglio ogni effetto del passato anche se terribile.
La sofferenza arriverà ancora nella nostra vita. E' sbagliato pensare che praticando si estingua. In realtà aprendo la mente e ripulendo i sei sensi dalle illusioni, saremo in grado di vedere opportunità anche nei tempi difficili e nella disperazione.
Nel Sutra del Nirvana si parla della teoria dell'alleggerimento del karma. "Alleggerimento della retribuzione karmica"
Quando si dice di alleggerire il karma, in realtà si fa capo alla definizione di far “rotolare” un peso anziché portarlo sulle spalle, e per far rotolare qualcosa, è necessario capirne la forma e essere determinati.
Per riuscirci inoltre è necessario praticare nel modo corretto che, come spiega Nichiren, vuol dire: praticare per sé per gli altri; avere fede (recitare nam myoho renge kyo e mettere in pratica la saggezza che si acquisisce) e studiare (studiare gli scritti, segirli ed osservarne gli effetti che ne derivano)
Questo ci permetterà di far rotolare il nostro karma senza sforzi sovrumani come richiederebbe a volte portarlo sulle spalle.
Ora, prima di chiudere questo articolo, vi ricordo che tutto dipende dal nostro presente e non dal nostro passato. Inutile arrabbiarsi per qualcosa che ormai non possiamo più raggiungere.
Andiamo avanti.
Magno