Il mondo di studio
Mentre la seconda guerra mondiale stava finendo, gli alleati arrivarono alla base segreta Peenemunde sul Mar Baltico e catturarono un uomo sorridente nonostante un braccio ferito.
Era Wernher Von Braun, l'inventore del razzo militare V2, capace di volare velocissimo, per poi cadere sulle città seminando migliaia di vittime.
Fin da piccolo aveva studiato il modo di staccarsi dal nostro pianeta per viaggiare nello spazio. Divenuto ingegnere dalle brillanti aspettative, dovette sottomettere la sua passione per la fisica e l'ingegneria alla Germania di Hitler.
Quando gli americani lo catturarono esclamarono: Scusi, ma è lei l'inventore della V2?
Sì!
E come funziona?
Se volete ho il progetto nella mente e ve lo spiego.
Lavorerebbe per noi con uno stipendio base di migliaia di dollari, un team di scienziati, una base tutta per lei e una vita di libertà e ricerca?
Dove devo firmare?
Qui.
Più o meno dev'essere andata così.
Da quel momento lo stesso uomo che con i suoi razzi aveva causato migliaia di morti in Belgio e a Londra, lavorò per realizzare un missile che non portasse morte nelle città, ma l'umanità sulla Luna. Finalmente nel 1969 l'uomo toccò il suolo lunare in mondovisione. Era partito su un missile della stessa forma di quelli che esplodevano a terra, ma con un intendo del tutto diverso: avanzare nell'evoluzione scientifica e regalare libertà e orgoglio al genere umano.
Lo stesso studio che portò morte, vent'anni dopo, portava alla speranza.
Il mondo di studio è tutto ciò che ci porta a imparare, a capire, a sorprendersi, a regalare qualcosa al mondo o semplicemente a noi stessi.
Cosa fa differenza? Gli intenti.
Si può studiare per guadagnare o per guarire. Ci si può avventurare nello studio per aprire la mente o per necessità. L'ago della bilancia è sempre dentro di noi. Se illuminiamo lo studio, lo asserviamo a nobili risultati, diversamente, come accade spesso, può portare alla realizzazione di armi o trappole o comunque a metodi atti a colpire, anziché a liberare. Lo studioso ha in sé ogni facoltà di scelta, anche quella pericolosissima di rinchiudersi dietro una scrivania isolata dalla realtà, addentrandosi sempre più nella propria solitudine distaccata dal resto.
Succede anche questo. Certo, ma se abbiamo sempre presente in noi lo spirito di ricerca a fini umanitari o semplicemente lo scopo di crescere culturalmente, non dobbiamo temerlo. Anche il mondo di studio contiene oscurità e buddità, se operiamo nella luce della buddità, otterremo risultati brillanti mai asserviti al potere, alla morte, al denaro, ma alla conquista personale e condivisibile passo dopo passo.
Ricordiamoci sempre la purezza che guida un bambino nelle sue importantissime scoperte e facciamone tesoro. Mai diventare grandi dimenticando l'infanzia.